D'Antoni - Sant'Agata, di Alessio Fucile Critico e Storico dell'Arte

Oggi con piacere ti presento «Sant’Agata», tela del 2020, dell’artista e amico Carmelo Fabio D’Antoni, fondatore della corrente pittorica «Stilnovista». Le sue pitture mi hanno colpito immediatamente, in particolare le figure umane. D’Antoni, a mio avviso, rivela una grande capacità ritrattista, soprattutto per l’espressività degli sguardi dei suoi personaggi, assorti e penetranti.
La «Sant’Agata», figura importante della storia sociale e religiosa di Catania, luogo di provenienza del giovane artista, colpisce per la bellezza del tratto e la profondità dello sguardo. La martire guarda al di la della tela, consapevole che ha bisogno un aiuto che va al di la delle sue possibilità per affrontare la prova che l’attende. L’aureola attorno al capo ricorda la vittoria sulle forze del male che hanno tentato di fermare il suo slancio di carità e dedizione verso il prossimo. Inoltre ricorda che Agata ha raggiunto il vertice del suo cammino umano coronandolo con la santità.
La giovane martire, dipinta dal D’Antoni, suggerisce che i santi sono fatti di terra e di cielo. S’affiancano a te nel cammino della vita e ti prendono per mano per aiutarti ad affrontarne le fatiche. Con le labbra semichiuse sembra voler sussurrare che c’è un destino straordinario al di la dell’orizzonte visibile della storia. Sembra anche voler richiamare il bozzetto tracciato per te da Dio, quel disegno per il quale ti ha dato in mano tutti i colori e tocca solo a te riempiere. Così come ha fatto Agata nella sua vita: ha dovuto imparare l’arte e ora rimane accanto a te, compagna invisibile, cercata, invocata, amata. Nella sua vita si vede la potenza di Dio che opera nella storia degli uomini che si fidano di Lui. Conoscerla e cercare la sua vicinanza significa avvicinarsi a un amico più bravo, più capace e imparare da lui come si fa ad affrontare certe situazioni. Agata è un’intermediaria, una che può “dire bene” di te che sei arrivato a piedi fino alla sua casa, alla sua chiesa, al suo santuario. Non ha senso invocarla per poi restare tale e quale come sei. Inutile chiedere il suo aiuto se questo non serve a migliorarti e diventare santo a tua volta. Non si invoca un beato per dirgli di fare lui al posto tuo, di operare un miracolo che ti sgravi dalla fatica del vivere quotidiano. Ad Agata credo che tu debba invece chiedere che ti aiuti a farcela, che ti sia accanto nella fatica. I suoi capelli sciolti sulla spalla suggeriscono la libertà di fronte alle convenzioni e alle mode che schiavizzano. Ha rifiutato le proposte lusinghiere che le venivano fatte per rimanere fedele al suo ideale di vita, senza compromessi.
Agata con la sua vita ti ricorda che la santità ha una sua dignità, una sua bellezza e inoltre che anche tu sei santo. Guardati dentro e scopri in te le radici sante da cui vieni. Ciò può sembrarti imbarazzante, sembra non riguardare te ma altri, invece riguarda ciascuno di noi, perché all'atto in cui ti sottrai a questa verità, la santità avrà un vuoto, un buco, perché tanti dicono: "Io sono indegno, sono peccatore, sono un uomo qualsiasi, sono una donna che è lacerata", e quindi affidano ad altri questa verità. Riappropriati della tua santità, nessuno ti può sostituire!
La santità è quotidiana, feriale, nascosta. Può capitare di perdersi qualche volta, anche i santi si sono persi, è impossibile essere al top sempre, qualche volta non sei all'altezza. La santità è fatta anche di cadute, di peccati. Il pericolo è la rassegnazione, sei partito con grandi ideali, poi la vita, le difficoltà, il matrimonio, i figli, l'economia ti hanno provato così duramente che hai tirato i remi in barca. I santi non si sono rassegnati, poveri e deboli come te, ogni volta che sono caduti si sono rialzati e hanno ricominciato. La santità è ricominciare ogni giorno daccapo, e allora bando alle rassegnazioni. Se potesse parlare Agata ti racconterebbe tanti momenti difficili, tante fatiche e cadute ma alla fine con la sua testardaggine è arrivata, c’è l’ha fatta.
I santi ti ricordano che c’è un cielo che ti attende, un grosso raduno lassù al quale prendere parte; un consesso come quelli che spesso vedi affrescati nelle cupole delle chiese barocche, dove miriadi di santi e angeli si accalcano come per la foto di un gruppo di amici alla festa. A cosa serve rivolgerti a un santo, se non per essere anche tu parte di quello scatto? Grazie per la tua attenzione.

Alessio Fucile Critico e Storico dell'Arte

D'Antoni - Sant'Agata, by Alessio Fucile Critic and Art Historian

Today with pleasure I present to you "Sant’Agata", a canvas from 2020, by the artist and friend Carmelo Fabio D’Antoni, founder of the "Stilnovista" painting movement. His paintings immediately struck me, especially the human figures. In my opinion, D ’Antoni reveals a great portraitist ability, especially for the expressiveness of the gazes of his characters, absorbed and penetrating.
The "Sant’Agata", an important figure in the social and religious history of Catania, the place of origin of the young artist, is striking for the beauty of the stroke and the depth of the look. The martyr looks beyond the canvas, aware that she needs help that goes beyond her possibilities to face the trial that awaits her. The halo around her head recalls the victory over the forces of evil who tried to stop her impulse of charity and dedication to others. He also remembers that Agata reached the apex of her human journey by crowning him with holiness.
The young martyr, painted by D'Antoni, suggests that the saints are made of earth and sky. They join you on the journey of life and take you by the hand to help you face the hardships. With her lips half closed, she seems to want to whisper that there is an extraordinary destiny beyond the visible horizon of history. She also seems to want to recall the sketch drawn for you by God, that design for which she has given you all the colors and it's up to you to fill in. Just as Agata did in her life: she had to learn the art and now she remains next to you, an invisible companion, sought, invoked, loved. In her life we ​​see the power of God working in the history of men who trust him. Knowing her and seeking his closeness means getting closer to a better, more capable friend and learning from him how to deal with certain situations. Agata is an intermediary, one who can "say well" about you that you came on foot to her house, to her church, to her sanctuary. It makes no sense to invoke it and then remain as you are. It is useless to ask for her help if it does not improve you and become a saint in your turn. A blessed is not invoked to tell him to do him in your place, to work a miracle that relieves you from the fatigue of everyday life. I think you should instead ask Agata to help you succeed, to be by your side in the effort. Her hair loose on her shoulder suggests freedom in the face of conventions and fashions that enslave. She rejected the flattering proposals that were made to her to remain faithful to her ideal of life, without compromise.
Agata with her life reminds you that holiness has its own dignity, a beauty of hers and also that you too are holy. Look inside yourself and discover in yourself the holy roots from which you come. This may seem embarrassing to you, it seems not to concern you but to others, instead it concerns each of us, because when you withdraw from this truth, holiness will have a void, a hole, because many say: "I am unworthy, I am a sinner , I am any man, I am a woman who is torn apart ", and therefore they entrust this truth to others. Take back your holiness, no one can replace you!
Holiness is daily, weekday, hidden. It can happen to get lost sometimes, even the saints are lost, it is impossible to always be at the top, sometimes you are not up to par. Holiness is also made up of falls, of sins. The danger is resignation, you left with great ideals, then life, difficulties, marriage, children, the economy tried you so hard that you pulled the oars into the boat. The saints were not resigned, poor and weak like you, every time they fell they got up and started again. Holiness is starting all over again every day, and then a ban on resignations. If she could speak Agata would tell you about so many difficult moments, so many struggles and falls but in the end she arrived with her stubbornness, she is there she made it.
The saints remind you that there is a sky waiting for you, a big gathering up there in which to take part; a meeting like those you often see frescoed in the domes of baroque churches, where myriads of saints and angels crowd together as if for a photo of a group of friends at the party. What is the point of turning to a saint, if not to be part of that shot too? Thanks for your attention.

Alessio Fucile Critic and Art Historian

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