Benvenuto. Ti presento la «Crocifissione» di Lorenzo Lotto del 1529 ca, conservata nella chiesa di Santa Maria della Pietà a Monte San Giusto, in provincia di Macerata. L’opera fu commissionata dal vescovo Niccolò Bonafede, rappresentato in basso a sinistra. Un angelo lo introduce con impazienza. Lotto invita a riflettere sul mistero inconcepibile che si sta consumando nella pala: un Dio che si sacrifica per l’uomo! Forse per te è difficile accettare questa verità e allora qualcuno ti obbliga a farlo, in questo caso un angelo ti introduce dentro al mistero vertiginoso della Passione di Gesù e ti invita a prendere posizione che può determinare l’esito della tua vita.
Altro elemento singolare è lo straordinario cielo. Lotto rappresenta con verosimiglianza un’eclissi di sole. «Si fece buio su tutta la terra» ci ricorda il Vangelo. Ed ecco che le tenebre dall’alto stanno inghiottendo la luce. Ancora per un pò il chiarore tocca il perizoma svolazzante di Gesù. È un cielo che partecipa dell’orrore e dell’angoscia del mondo per la morte del Salvatore.
Sulle croci, in alto, isolate, si realizza la tragedia assoluta. Gesù agonizzante, asse dell’intera composizione, è silenzioso, la testa perduta fra le tenebre, chino, con pietosa rassegnazione, sull’umanità vociante, agitata e frenetica, assiepata di sotto. Ai suoi fianchi i due ladroni si contorcono, scalciano le corde attorno alle caviglie in un estremo tentativo di ribellione. Il buon ladrone, quasi a voler realizzare subito la promessa avuta da Gesù, «Oggi stesso sarai con me in Paradiso», avvia il moto delle gambe verso Cristo mentre l’altro, sulla destra, si contorce nel tormento e nelle bestemmie, col volto quasi del tutto nascosto dal cielo fosco.
Sotto le croci movimento di personaggi ed eventi. Il racconto è realistico, due cavalli ben evidenti agli estremi, uno si volta a fissare lo spettatore, e figure distribuite in gruppi. La figura sul cavallo a sinistra è il centurione romano, che si sporge all’indietro con la schiena e protende commosso verso la croce le braccia aperte e le palme delle mani, «Questo uomo era veramente Figlio di Dio» dichiara. Straordinaria la lancia, che ha usato per trafiggere il costato di Gesù, poggiata sul collo del cavallo. Al centro, sotto la croce, una figura di uomo che si volta all’indietro e verso il basso e col braccio sinistro sembra accennare al committente. Qualcuno ritiene si tratti di un autoritratto del pittore. Tanto più che è l’unico a fare da perfetto trait-d’union tra Gesù in croce e la Madonna in basso. A destra, sul vessillo impugnato da un altro soldato a cavallo non campeggia la classica iscrizione SPQR ma l’evocazione di CAE(sar) AUG(ustus): allusione evidente all’imperatore Carlo V, responsabile qualche anno prima, nel 1527, del terribile Sacco di Roma. L’allusione alle feroci devastazioni iconoclaste è tanto più dura in quanto è posta alla sinistra di Gesù, nell’ombra sotto la croce sulla quale il cattivo ladrone distoglie dal Cristo il suo sguardo.
La sensazione è di teatralità, lo spazio sprofonda a cuneo dietro le croci, mentre in primo piano le grandi figure quasi franano addosso allo spettatore, coinvolgendolo emozionalmente. E’ un effetto magistrale accentuato dalle note cromatiche alte dei bianchi e dei rossi e dal rapporto ineguale con lo spazio modesto della chiesetta, letteralmente invaso e dominato dalla grandiosa tela.
Maddalena, vestita di azzurro intenso, allarga le braccia in un gesto plateale che crea una linea di congiunzione tra il primo piano e lo sfondo. Al centro del gruppo c’è la Madonna, svenuta, con una veste viola cupo: partecipa dell’opera di redenzione dell’umanità; lo evidenzia bene la sua collocazione in asse con quella di Gesù e la posizione delle sue braccia che richiama la croce. Il suo volto porta le piaghe del dolore. Tra i soccorritori Giovanni, con tunica verde e un manto rosso, rivolto verso il committente.
Questi con sguardo fisso, è l’unico ad avere mani immobili. Rivive, con l’occhio dell’immaginario, quanto è avvenuto tanto tempo prima sul Calvario. Prega e cerca di identificarsi con il sacrificio di Cristo. Nella letteratura religiosa dell’epoca si raccomanda la pratica devozionale che visualizzi mentalmente episodi della vita di Gesù con lo scopo di accrescere la partecipazione emotiva del fedele. Quello che è rappresentato nella scena quindi è una sorta di visione nata dalla meditazione e dalla preghiera del vescovo Bonafede. Il messaggio del Lotto è un invito a contemplare l’amore di Gesù che dona la sua vita per la tua salvezza e con le braccia spalancate ti chiede di non avere paura ma di sentire e godere il suo abbraccio rigenerante. «Venite a me voi tutti che siete affaticati e oppressi e io vi ristorerò». Grazie per la tua attenzione.


Alessio Fucile Critico e Storico Dell'arte

 

 

Welcome. I present to you the "Crucifixion" by Lorenzo Lotto from around 1529, preserved in the church of Santa Maria della Pietà in Monte San Giusto, in the province of Macerata. The work was commissioned by Bishop Niccolò Bonafede, represented below on the left. An angel introduces him impatiently. Lotto invites us to reflect on the inconceivable mystery that is being consumed in the shovel: a God who sacrifices himself for man! Perhaps it is difficult for you to accept this truth and then someone forces you to do so, in this case an angel introduces you into the dizzying mystery of the Passion of Jesus and invites you to take a stand that can determine the outcome of your life.
Another singular element is the extraordinary sky. Lotto represents with likelihood a solar eclipse. "It became dark all over the earth" the Gospel reminds us. And here the darkness from above is swallowing up the light. For a while longer the light touches Jesus' fluttering loincloth. It is a heaven that shares in the horror and anguish of the world for the death of the Savior.
On the crosses, high up, isolated, absolute tragedy takes place. Agonizing Jesus, the axis of the entire composition, is silent, his head lost in the darkness, bent, with pitiful resignation, over the vociferous, agitated and frenetic humanity huddled below. Beside him the two thieves writhe, kicking the ropes around his ankles in an extreme attempt at rebellion. The good thief, almost wanting to immediately fulfill the promise he had from Jesus, "Today you will be with me in Paradise", starts the motion of the legs towards Christ while the other, on the right, writhes in torment and blasphemies, with his face almost completely hidden by the dusky sky.
Under the crosses movement of characters and events. The story is realistic, two horses clearly visible at the ends, one turns to stare at the viewer, and figures distributed in groups. The figure on the horse on the left is the Roman centurion, who leans back with his back and stretches out his open arms and palms towards the cross, "This man was truly the Son of God," he declares. Extraordinary is the spear, which he used to pierce the side of Jesus, resting on the horse's neck. In the center, under the cross, a figure of a man who turns back and down and with his left arm seems to point to the client. Some believe it is a self-portrait of the painter. Especially since he is the only one who acts as a perfect trait-d’union between Jesus on the cross and the Madonna below. On the right, on the banner held by another soldier on horseback, there is not the classic inscription SPQR but the evocation of CAE (sar) AUG (ustus): an evident allusion to the emperor Charles V, responsible a few years earlier, in 1527, for the terrible Sack of Rome. The allusion to the ferocious iconoclastic devastation is all the more harsh as it is placed to the left of Jesus, in the shadow under the cross on which the bad thief turns his gaze away from Christ.
The sensation is one of theatricality, the space collapses like a wedge behind the crosses, while in the foreground the great figures almost collapse on the spectator, involving him emotionally. It is a masterful effect accentuated by the high chromatic notes of whites and reds and by the unequal relationship with the modest space of the church, literally invaded and dominated by the grandiose canvas.
Maddalena, dressed in intense blue, spreads her arms in a blatant gesture that creates a line of conjunction between the foreground and the background. At the center of the group is the fainted Madonna in a dark purple robe: she participates in the work of redemption of humanity; she clearly highlights the placement of her in axis with that of Jesus and the position of her arms which recalls the cross. Her face bears the sores of pain. Among the rescuers Giovanni, with a green tunic and a red cloak, facing the client.
The latter with a fixed gaze, is the only one with immobile hands. He relives, with the eye of the imagination, what happened so long ago on Calvary. He prays and tries to identify with Christ's sacrifice. In the religious literature of the time, devotional practice is recommended that mentally visualizes episodes from the life of Jesus with the aim of increasing the emotional participation of the faithful. What is represented in the scene is therefore a sort of vision born from the meditation and prayer of Bishop Bonafede. Lotto's message is an invitation to contemplate the love of Jesus who gives him his life for your salvation and with open arms asks you not to be afraid but to feel and enjoy his regenerating embrace. «Come to me all you who are fatigued and oppressed and I will refresh you». Thanks for your attention.


Alessio Fucile Critic and Art Historian

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