Ben trovato, ti presento un’opera davvero originale del 1990, «Donna al pozzo di Giacobbe», del pittore tedesco Sieger Köder. Si trova a Ellwangen in Germania. 

La rappresentazione di temi religiosi da parte dell’artista avviene spesso da punti di vista insoliti rispetto alle raffigurazioni classiche. Così anche in questo caso. 

La scena rappresenta la donna samaritana di cui parla il capitolo 4 del vangelo di Giovanni. Köder apre la sua tela “verticale” con una donna vestita di rosso affacciata a un pozzo. È ogni uomo e ogni donna che si affaccia alla vita per intra-vedere il desiderio profondo che lo abita. Per non essere vista e giudicata dalle persone questa donna va al pozzo ad attingere acqua ad un orario insolito, mezzogiorno. Il sole è allo zenit. Proprio dal pozzo, cioè dalla solitudine di questa donna, Köder ci racconta la scena. Da dentro il pozzo si vede, in alto, la samaritana, avvenente, con l’abito rosso scarlatto e i capelli sciolti, simboli di sensualità. Il profeta Isaia aveva scritto: «Anche se i vostri peccati fossero rossi come la porpora diventeranno bianchi come la lana». Grazie al dialogo con Cristo, il quale però non si vede, decide di guardare nel suo animo, e la vediamo osservare dentro al pozzo del suo inconscio. Guarda lì ed ecco che, con intuito sorprendente, Köder fa vedere nell’acqua non solo il riflesso della donna, ma anche quello di Cristo. La donna guarda l’acqua e Gesù guarda la donna. Dio è compagno della sua sete, di ogni sete degli uomini. E anche lui si fa assetato, per starti accanto, per condividere, per dirti che ben comprende ciò che stai vivendo. Nel pozzo della tua vita trovi lui. Donna, dammi da bere.

Koder colloca noi osservatori all’interno del pozzo. Questa prospettiva originale suggerisce una lettura introspettiva della Samaritana, non ha fretta, pensa, si interroga, guarda con pazienza. 

Di cosa è assetata questa donna? Vai a chiamare tuo marito. Le chiede Gesù. In effetti di mariti ne ha avuti cinque. È una donna che ha sete di amore vero, di affetto, che va oltre le avventure e le emozioni passeggere. Gesù non la giudica, ma si tuffa nella sua sete perché non si fermi a sorgenti screpolate, perché trovi l’acqua vera che appaga la sua sete profonda. 

La risposta è in fondo al pozzo. Solo nella sincerità di una sguardo onesto su se stessa trova la verità di chi le parla. Il volto di Gesù si vede solo riflesso, solo al termine di una “discesa” dentro se stessi.

Il pozzo è buio, solo l’apertura proietta un cono di luce riflesso nell’acqua. Il sole, una macchia di luce più intensa tra i due volti, filtra nell’oscurità e proietta la sua luce sulla donna. A rigor di logica dovrebbe essere in ombra, apparendo in controluce, invece è ben chiara e illuminata. Non è un particolare casuale: è la luce di Cristo che la illumina dall’oscurità di una vita disordinata e superficiale. Gesù è l’acqua per la sua sete, egli è rivela all’uomo il suo destino e da senso alla sua vita. 

«Se tu conoscessi il dono di Dio». Le dice Gesù e le fa capire che la sua sete invoca un’altra acqua, l’acqua viva che è lui. Bellissimo il salmo che dice: «O Dio tu sei il mio Dio, all’aurora ti cerco, come terra deserta, arida e senz’acqua». 

Da questa consapevolezza può sgorgare la meraviglia della preghiera che si rivela proprio là, presso i pozzi dove andiamo a cercare la nostra acqua. Là Gesù viene ad incontrarci; egli ti cerca per primo ed è lui che ti chiede da bere. Gesù ha sete, ti desidera, vuole creare una relazione con te. Che lo sai o non lo sai, la preghiera è l’incontro della sete di Dio con la tua sete. 

Koeder ti invita a guardare nel profondo della tua oscurità per ritrovare la scintilla di luce che porti iscritta dentro di te e riprendere consapevolezza di ciò che sei e di chi è Colui che ti genera continuamente a nuova vita e ti ama per quello che sei! Grazie per l’ascolto.

 

Alessio Fucile Critico e Storico dell’arte

 

Welcome, I present to you a truly original work from 1990, "Woman at Jacob's Well", by the German painter Sieger Köder. It is located in Ellwangen in Germany.

The artist's representation of religious themes often takes place from unusual points of view compared to classical representations. So also in this case.

The scene represents the Samaritan woman mentioned in chapter 4 of the Gospel of John. Köder opens his “vertical” canvas with a woman dressed in red looking out from a well. It is every man and every woman who comes to life to see the deep desire that inhabits it. In order not to be seen and judged by the people, this woman goes to the well to draw water at an unusual time, noon. The sun is at its zenith. Right from the well, that is, from the solitude of this woman, Köder tells us the scene. From inside the well you can see, above, the Samaritan woman, attractive, with a scarlet red dress and loose hair, symbols of sensuality. The prophet Isaiah had written: "Even if your sins are red as purple they will become white as wool." Thanks to her dialogue with Christ, who however cannot be seen, she decides to look into her soul, and we see her observing inside her at the well of her unconscious. Look there and, with surprising intuition, Köder shows in the water not only the reflection of the woman, but also that of Christ. The woman looks at the water and Jesus looks at the woman. God is the companion of the thirst for him, of every thirst of men. And he too becomes thirsty, to be close to you, to share, to tell you that he understands what you are experiencing. In the well of your life you find him. Woman, give me a drink.

Koder places us observers inside the well. This original perspective suggests an introspective reading of the Samaritan woman, she is in no hurry, she thinks, she wonders, she looks patiently.

What is this woman thirsty for? Go get your husband. She asks Jesus. In fact, she had five husbands. She is a woman who thirsts for true love, for affection, which goes beyond passing adventures and emotions. Jesus does not judge her, but plunges into her thirst so that she does not stop at cracked springs, so that she can find the real water that satisfies her deep thirst for her.

The answer is at the bottom of the well. Only in the sincerity of an honest look at herself does she find the truth of whoever speaks to her. The face of Jesus is seen only in reflection, only at the end of a "descent" within oneself.

The well is dark, only the opening projects a cone of light reflected in the water. The sun, a patch of more intense light between the two faces, filters into the darkness and projects its light on the woman. Logically she should be in the shade, appearing against the light, instead she is very clear and illuminated. It is not a casual detail: it is the light of Christ that illuminates it from the darkness of a disordered and superficial life. Jesus is the water for his thirst, he reveals his destiny to man and gives meaning to his life.

"If you only knew the gift of God." Jesus tells her and makes her understand that her thirst invokes another water, the living water that is he. Beautiful is the psalm that says: "O God you are my God, at dawn I look for you, like a deserted land, arid and without water".

From this awareness can flow the wonder of prayer that is revealed right there, near the wells where we go to look for our water. There Jesus comes to meet us; he looks for you first and it is he who asks you for a drink. Jesus is thirsty, he wants you, he wants to create a relationship with you. Whether you know it or you don't know it, prayer is the meeting of God's thirst with your thirst.

Koeder invites you to look into the depths of your darkness to find the spark of light that you carry inscribed within you and regain awareness of what you are and who is the One who continually generates you to new life and loves you for who you are! Thank you for listening.

Alessio Fucile Critic and Art Historian

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