Ti presento oggi un’opera davvero originale nel panorama artistico rinascimentale. Si tratta della Maria Maddalena del pittore bresciano Girolamo Savoldo, del 1535, oggi conservata alla National Gallery di Londra. Se desideri vedere il video ti rimando al Canale Youtube Arte&Senso. Savoldo coniuga il naturalismo lombardo con il colorismo di scuola veneta. Il soggetto riscosse un certo interesse nella committenza privata del tempo, tanto che il pittore ne realizzò almeno quattro versioni. Sullo sfondo un paesaggio verdeggiante con uno specchio d’acqua: potrebbe essere ispirato dalla laguna veneziana con le sue tipiche imbarcazioni.

Maria Maddalena fu colei che per prima vide Gesù dopo la resurrezione all’alba della Domenica, mentre era ancora buio. Nella sua vita tormentata fu posseduta da sette dèmoni, ci informa il Vangelo, da cui Gesù la liberò, restituendole la purezza dell’anima. Qui il pittore la rappresenta in una posa insolita, nell’atteggiamento vagamente sensuale, possibile reminiscenza di un passato equivoco, ed il capo reclinato dolcemente, quasi a voler ricercare un agio che le consenta una pacata meditazione. 

Alle prime luci dell’alba spiccano il mantello e il vasetto dei profumi, bagnati ancora dalla luce argentea della luna. Fra questi due poli c’è tutta la vita di Maria di Magdala, tutto il suo dramma e, insieme tutto il suo desiderio. Impressiona lo sguardo interrogativo che ci rivolge, così frontale e così realistico da sentircelo addosso anche dopo che ci siamo voltati. Sembra volerci rivelare un segreto che lei porta nel cuore. «Ho trovato senso, una soluzione alla mia vita ferita e disordinata e questa soluzione è accanto a te ma non la vedi. È Gesù risorto!». Ci incalza con il suo sguardo interrogativo: «perché continui a scappare, a girarti dall’altra parte?». 

La domanda ti resta addosso, come lo sguardo di questa Maddalena. Lo sfuggiamo cercando rifugio in ciò che le sta attorno: vorremmo per un attimo allontanarci da quegli occhi. La laguna sulla sinistra è così carica di vita e contrasta col sepolcro che preclude un poco la visuale. Dall’altra parte dietro un arco c’è qualcosa: un albero secco e ruderi. Segni di un mondo caduco, stanco, prossimo a morire. 

La domanda resta lì. Sei costretto così a ritornare sullo sguardo della Maddalena. È lo sguardo di chi per prima ha visto Gesù risorto, si è sentita chiamare per nome e ha compreso che solo quella voce così dolce poteva redimere tutto il suo passato di errori e di fallimenti.

Ti lascio con un pensiero di Kahlil Gibran che mette in bocca a Maria Maddalena queste parole: «Io ero morta, ero una donna che si era separata dalla propria anima. Vivevo separata da questo “Io” che tu vedi adesso. Ero chiamata prostituta, maledetta e invidiata. Quando i suoi occhi dell’aurora mi hanno guardato negli occhi, sono state illuminate tutte le stelle della mia notte ed io sono diventata Miriam, semplicemente Mirian. Mi guardava e parlava: Tu hai molti amanti, Miriam, ma solo io ti amo. Gli altri cercano se stessi amando te, io amo te solo per te stessa. Gli altri vedono in te una bellezza che passa più velocemente dei suoi anni, io vedo in te una bellezza che non sfiorirà mai. Io solo amo ciò che è in te e che non si vede. E si è allontanato. Nessun uomo si muoveva come lui, era un vento del mattino che è nato nel mio giardino e si è spostato a oriente, o era una tempesta che ha scosso ogni cosa fin nelle fondamenta? Non lo so. Ma quel giorno, l’alba nei suoi occhi ha ucciso il drago che era in me. Sono diventata una donna, sono diventata Miriam, Miriam di Magdala. Grazie per la tua attenzione.

 

Alessio Fucile Critico e Storico dell’arte

 

Today I present to you a truly original work in the Renaissance art scene. It is the Mary Magdalene of the Brescia painter Girolamo Savoldo, from 1535, now preserved in the National Gallery in London. If you want to see the video, I refer you to the Arte & Senso Youtube Channel. Savoldo combines Lombard naturalism with the colorism of the Venetian school. The subject aroused a certain interest in the private clients of the time, so much so that the painter made at least four versions. In the background, a verdant landscape with a stretch of water: it could be inspired by the Venetian lagoon with its typical boats.

Mary Magdalene was the one who first saw Jesus after the resurrection at dawn on Sunday, while he was still dark. In her tormented life she was possessed by seven demons, the Gospel informs us about her, from which Jesus freed her of her, restoring her purity to her soul. Here the painter depicts her in an unusual pose, in a vaguely sensual attitude, a possible reminiscence of an equivocal past, and her head gently reclined, as if to seek an ease that would allow her a peaceful meditation.

At the first light of dawn, the cloak and the perfume jar stand out, still bathed in the silver light of the moon. Between these two poles there is the whole life of Mary of Magdala, all of her drama and, at the same time, all of her desire. The questioning look he gives us is impressive, so frontal and so realistic that it feels on us even after we turn around. He seems to want to reveal a secret that she carries in her heart. «I found meaning, a solution to my wounded and disordered life and this solution is next to you but you don’t see it. It is Jesus risen! ». She pursues us with her questioning gaze: “Why do you keep running away, turning away?”.

The question stays with you, like the gaze of this Magdalene. We escape it by seeking refuge in what is around her: we would like to get away from those eyes of hers for a moment. The lagoon on the left is so full of life and contrasts with the sepulcher that it blocks the view a little. On the other side behind an arch there is something: a dry tree and ruins. Signs of a transient, tired world close to dying.

The question remains there. You are thus forced to return to the gaze of the Magdalene. It is the gaze of those who first saw the risen Jesus, she felt called by name and understood that only that sweet voice of her could redeem all her past of errors and failures.

I leave you with a thought from Kahlil Gibran who puts these words in Mary Magdalene’s mouth: «I was dead, I was a woman who had separated from her soul. I lived separate from this “I” that you see now. I was called a prostitute, cursed and envied. When her eyes of the dawn looked into her eyes, all the stars of my night were illuminated and I became Miriam, simply Mirian. She looked at me and spoke: You have many lovers, Miriam, but only I love you. Others are looking for themselves loving you, I love you only for yourself. Others see in you a beauty that passes faster than her years, I see in you a beauty that will never fade. I only love what is in you and what is not seen. And he walked away. No man moved like him, was it a morning wind that was born in my garden and moved to the east, or was it a storm that shook everything to its foundations? I do not know. But that day, the dawn in his eyes killed the dragon that was in me. I became a woman, I became Miriam, Miriam of Magdala. Thanks for your attention.

 

Alessio Fucile Critic and Art Historian